Schiavitù e libertà

 Da "La Macrobiotica e la sua filosofia"

Ohsawa colorDi Georges Ohsawa (Yukikazu Sakurazawa)
Geroge Ohsawa (1893 - 1966), ha reinterpretato l'antica filosofia dello Yin e dello Yang, cercando di renderla più comprensibile al mondo occidentale. Ha chiamato questa reinterpretazione Macrobiotica, cioè Grande Vita, che in un suo libro “Macrobiotics, an Invitation to health and Happiness”  (La macrobiotica un invito alla salute e alla felicità) affrema che non può eserci Felicità senza Salute (intesa come benessere psicofisico). Gli scritti di Ohsawa sono spesso, in linea con lo YIn e lo Yang, provocatori e apperentemente contradditori.
Ha un linguaggio diretto, nello stile di un uomo di profonda cultura nato alla fine dell''800 in Giappone, che stimola alla ricerca delle risposte alle numerosoe questioni che solleva.
E questo brano ne è un esempio
  
La Libertà si trova solo nella Schiavitù
 
La luce esiste solo nella notte fonda: le stelle innumerevoli e i miliardi di soli non brillano durante il giorno; nessuno è savio nel paese dei savi, i milionari non sono milionari nel paese dei milionari.
Schiavitù imbuto
La libertà preparata e data, la libertà in una nazione democratica, non è affatto una vera libertà. La libertà che, per essere tale, ha bisogno di leggi, non è altro che una schiavitù. La pace salvaguardata dalla legge non è altro che una pace imposta dalla violenza.
La salute imposta dalla medicina o dagli strumenti è subordinata, aleatoria, incerta e ingannevole.
La salute vera è quella che si afferma vincendo la resistenza di tutti quei fattori negativi che minacciano la nostra vita, e che si afferma non in virtù della violenza, ma grazie a legami di collaborazione, di solidarietà universale, intima fraternità con questi fattori negativi. Le teorie fondamentali della medicina asintomatica, che procede alla distruzione totale dei fattori negativi, sono infantili, primitive, inattuali, esclusiviste, precopernicane.
Non vi è diritto senza rovescio. Il bene non esiste senza il male. La bellezza non può esistere senza la bruttezza. La distruzione totale degli opposti è un suicidio. La scomparsa totale della bruttezza, del rovescio, del male o della schiavitù significa la morte della bellezza, del diritto, del bene e della libertà.
Se, ritenendo l’uomo l’unico responsabile di tutte le guerre, l’unione internazionale dei movimenti femministi lo condannassero a morte e se la sentenza venisse eseguita ciò significherebbe la morte dell’intera specie femminile.
La libertà è tale solo se vi sia schiavitù e ove venga osteggiata. La bellezza è tale solo se opposta alla bruttezza.
La libertà esiste solo nella schiavitù. La vera salute si afferma solo nelle condizioni meno propizio. Ne abbiamo avuti molti esempi fra i soldati che si trovavano al fronte durante la guerra.
La felicità va ricercata in fondo all’infelicità. Il luogo sicuro durante un bombardamento, è quello più prossimo al punto in cui è caduta l’ultima bomba.
La medicina, così come tutte le istituzioni mediche moderne, ha un orientamento negativo, pessimista e disfattista.
Dobbiamo capire bene che la libertà va ricercata e si afferma soltanto nella schiavitù in mezzo alle difficoltà.
libertàLa libertà non va data. La libertà deve essere conquistata da chi la desidera. Il mondo nel quale viviamo appartiene all’uomo veramente libero. L’uomo libero, forte e leale nasce sempre e soltanto dalla disperazione, dall’umiliazione, dalla violenza.
Fra le difficoltà maggiori, solo al culmine delle difficoltà si può spiegare tutto il coraggio possibile.
La libertà esiste solo nella schiavitù. Il fiore di loto, così bello, si nutre e cresce fra il fango più sporco.
Se in modo assoluto, eterno e infinito, il settimo cielo secondo la nostra spirale logaritmica, è il mondo reale, questo mondo relativo infinitesimale, limitato, infinito, deve essere un mondo falso e irreale. La verità più grande in questo modo relativo e falso è quindi l’errore più grande del mondo assoluto ed eterno. E così è anche per il bene e il male, la bellezza e la bruttezza, l’onestà e la disonestà, la fedeltà e l’infedeltà, la caritá e l’odio. Tutto ciò che esiste in questo mondo irreale, relativo è falso ha una natura completamente opposta al suo nome. Nulla è vero e reale né infinito: tutto è illusorio. Per questo un giorno Sinran disse, per la più grande stupefazione dei suoi discepoli: “se perfino gli onesti possono essere salvati, perché noni disonesti?“.
Dare la libertà a qualcuno può sembrare un atto caritatevole, ma in realtà significa solo impedire che germogli la facoltà di essere liberi. È un delitto. Se il giorno dopo giorno, anno dopo anno, mossi da pietà, sfamate i mendicanti, questi rimarranno tali per sempre. Libertà e schiavitùSarebbe un errore. E del resto non si possono nutrire migliaia di poveri per anni. Ciò che non può essere realizzato interamente e per l’eternità è sempre un bene limitato, un paliativo, se non un male. Ecco perché molti onesti vanno all’inferno mentre molti disonesti vanno in paradiso........

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