Essere vegani nel 2023

Mushroom Miso Soup with Turkey 1024x740 720x520

In questo momento storico di grandi cambiamenti, le proposte sul cibo sono cresciute a dismisura. Decine e decine di siti e programmi televisivi sono dedicati alla cucina e a “diete” di qualsiasi tipo: tradizionale, vegetariana, vegana, chetogenica, crudista, macrobiotica e chi più ne ha più ne metta. I motivi per cui viene scelta l’una piuttosto che l’altra sono molteplici.

Molti cercano attraverso il cibo un rimedio ai propri mali, altri lo fanno per motivi filosofici, altri ancora perché è di moda o per “simpatia “ verso amici e conoscenti, altri per semplice curiosità. Quello che si nota spesso, indipendentemente dalle scelte, è una certa superficialità, una scarsa conoscenza del significato reale dell’alimentazione e cioè la funzione che il cibo ha nella nostra vità.

agricoltura biologica2

Per esempio proviamo a guardare cosa significa alimentarsi

Significa introdurre nel nostro organismo tutte le sostanze di origine animale, vegetale e minerale utili al suo funzionamento. Quando però queste necessità biologiche sono ottenute/superate, la scelta del cibo viene dettata o da motivi filosofici/religiosi o simbolici.

Queste ultime scelte travalicano la conoscenza del corpo e degli alimenti e sono dettate più da motivi emozionali e sentimentali. Quando un cibo ci piace molto non ci chiediamo mai se serve o non serve, se fa bene o male, ma semplicemente soddisfiamo una pulsione che non ha niente di razionale. Per questo, secondo me, è sempre più necessario, avere coscienza dell’impatto che le nostre scelte alimentari hanno su di noi ma anche al di fuori di noi, sugli altri e sull’ambiente.

Ohsawa color

Chi scrive si fa ispirare da anni dagli scritti di Yukikazu Sakurazawa (櫻澤 如一; Kyoto, 18 ottobre 1893 – Tokyo, 23 aprile 1966), noto in occidente con il nome di Georges Ohsawa e definito il fondatore della Filosofia Macrobiotica (la filosofia della Grande Vita)  ingiustamente conosciuta da quasi tutti come una “dieta”, ma che in realtà fornisce una chiave di lettura, attraverso la fiolosofia orientale, del ruolo dell’Uomo nell’Universo. Contrariamnete a quanto si crede, Ohsawa non ha mai creato delle categorie di alimenti che si possono o non si possono mangiare. Ma ha fornito degli strumenti per aumentare la consapevolezza e di conseguenza rendere le persone autonome nelle scelte che necessariamente si fanno nel corso della vita, comprese quelle alimentari.

Personalmente ho scelto, da molti anni, di essere tendezialmente vegano; e vi spiego perchè.

Fin da piccolo avevo un rifiuto di alcuni prodotti animali, specie per alcune carni e per il pesce, per cui quando, più adulto, ho avuto maggior coscienza dell’impatto negativo che gli allevamenti intensivi avevano sull’ambiente e sulla qualità dei prodotti, mi è stato facile sposare il vegetarianesimo ed eliminare dalla mia vita, carne e pesce. Ho continuato per un periodo a mangiare i latticini che però sono diminuti spontanamente nel tempo fino a sparire.

Visto le continue critiche che venivano mosse all’alimentazione vegetariana, ho cominciato a studiare gli alimenti ed ho scoperto che, se si segue una alimentazione equilibrata, si può vivere tranquillamente (a parte casi particolari) senza usare prodotti animali. E sono diventato vegano. All’inizio molto stretto e nel tempo (specie negli ultimi 10 anni) con alcune piccole e sporadiche ecezzioni legate alla vita sociale, ad alcuni cibi della mia infanzia che mi muovono delle emozioni e all’aumento, ispirato da Ohsawa, della consapevolezza  dell’effetto che i cibi fanno sul nostro corpo.

tajine

Resto sempre dell’idea che l’alimentazione vegana sia, non solo attuabile, ma la più adatta all’Essere Umano del 2023 per alcuni motivi:

  • I cibi vegetali sono in assoluto i più digeribili.
  • L’impatto che l’allevamento intensivo ha con l’ambiente è sempre meno sostenibile.

Perché però abbia un senso, bisogna rispettare alcune piccole regole che sono basilari, qualsiasi sia il cibo si mangia:

  • Usare cibi di buona qualità. Quasiasi sia il cibo che si mangia, cercare il più possibile che non contenga prodotti chimici di sintesi, cioè quelle sostanze che fino alla fine dell’800  non esistevano e che l’uomo, imitando la natura, ha creato in laboratorio. Questo attenzione vale sia nella produzione che nella trasformazione.
  • Gli alimenti devono essere integrali cioè nella forma il più possibile vicino a come la natura ce li fornisce. Vanno eliminate solo quelle parti che non sono digeribili e cioè che il corpo non è in grado di trasformare in sostanze semplici (es. la cellulosa)
  • Imparare a leggere le etichette dei cibi confezionati e chiedersi che impatto ha il cibo sull’eco-sistema dell’intero pianeta.
  • Mangiare solo quello che è necessario e lasciare il resto: questo è una forma di rispetto verso gli altri esseri viventi e l’ambiente. Uno stile di vita più in armonia con la natura non può prescindere da questo.
  • Considerare, come facevano i nostri vecchi, l’alimentarsi un atto che ha la sua sacralità. Pertanto quando si mangia sarebbe bene essere il più possibile presenti, masticando molte volte e lentamente senza farsi distrarre da TV,  cellulari o riviste. Questo permette una digestione ottimale. Qualsiasi sia il cibo che si mangia, se non lo si digerisce non solo si spreca il cibo ma si costringe anche il corpo a un plus lavoro per eliminare le parti non digerite. Per cui bisogna masticare il più possibile ed usare il più possibile alimenti più facili da scindere in sostanze semplici (digestione) che poi, ripeto, sono i vegetali.

fruttivendola

Come ulteriore consiglio è bene fare una vita il meno sedentaria possibile. Non serve essere degli altleti ma semplicemente, ogni tanto, prendersi degli spazi per fare qualche camminata, qualche piccolo esercizio o attività fisica, in particolare dopo mangiato.

L'Essere Umano è in grado di mangiare di tutto. Ma l'Essere Umano sano è sempre in grado di scegliere il cibo giusto al momento giusto.

George Ohsawa

Newsletter

Iscriviti alla newsletter e resta aggiornato sulle nostre iniziative!